EurOrchestra

1/2004 - Contrappunti - AMARCORD PER DUE PIANOFORTI - MARTA GRILLETTI E MICHELE MARVULLI, LA GIOIA DELLA MUSICA

Di Francesco Scoditti

Dopo il Collegium Musicum, anche l’altra orchestra da camera “stabile” di Bari, l’Eurorchestra”, ha inaugurato la sua quarta stagione concertistica con una manifestazione realizzata presso l’Hotel Sheraton, nuova sede fissa delle attività del gruppo strumentale, nella quale si è esibito, di fronte al numeroso pubblico presente in sala, un duo storico del pianismo pugliese, composto da Michele Marvulli e da Marta Grilletti. La serata, quasi un evento, molto attesa negli ambienti musicali baresi, è stata fortemente voluta dal direttore artistico dell'Eurorchestra, il M° Francesco Lentini, ed ha riproposto insieme, dopo circa 50 anni, due capiscuola d’indubbio valore, provenienti dai prestigiosi insegnamenti di Franco Ruggiero e Nicola Costa, un’eredità artistica che Marvulli e Grilletti hanno poi brillantemente trasferito nella loro importantissima attività didattica, creando una scuola pianistica barese di livello internazionale. Il concerto inaugurale, quindi, significativamente denominato“La gioia della Musica”, se da un lato ha reso omaggio alla tradizione pianistica nostrana, giustamente rappresentata da questi due importanti docenti, dall’altra ha rappresentato la prima tappa di un’intensa stagione concertistica, messa a punto dalla direzione artistica dell’Eurorchestra, la quale prevede ben undici incontri, con una programmazione eterogenea che spazia dal sinfonico al lirico, dal cameristico al leggero.

La serata si è aperta con l’esecuzione della quinta Bachiana Brasilera di Villa Lobos, la più famosa di un gruppo di particolari composizioni in bilico fra le atmosfere contrappuntistiche di Bach e l’invenzione ritmica e melodica della regione nord-occidentale del Brasile. Concepita originalmente per dodici violoncelli e voce, la partitura ha spesso suggerito diverse trascrizioni, tra la quali annotiamo quella di Angela Montemurro, eseguita nella serata di cui sopra, la quale, con intelligente gusto orchestrale, ha trasferito la sensuale melodia della voce solista ai timbri dei legni, ponendo in risalto i solisti dell’Eurorchestra, fra i quali l’oboista Giuseppe Summo e la brava Dominga Damato, particolarmente apprezzata per il colore caldo del suo corno inglese.

A seguire, in una atmosfera di emozionata familiarità, testimoniata dalla folta presenza di pianisti locali in sala, si è esibito il duo Marvulli-Grilletti nel Concerto in Re minore per due pianoforti ed orchestra di Francis Poulenc. Strana ed affascinante questa partitura, una sorta di elegante “pastiche” fra spunti e idee di altri compositori, trattati con abile mano compositiva: già nel primo tempo la vigoria ritmica e talvolta brutale di Stravinsky si alterna con il pianismo romantico ed emotivo di Rachmaninov, tranne poi nel finale, dove la composizione assume un carattere quasi mistico, orientale, “esotico” negli armonici acuti del violoncello. Il secondo movimento presenta subito una linea tematica mozartiana, ma basta una sapiente armonizzazione, tipica di Poulenc, per conferire, al tutto un tratto leggero, nostalgico e parigino; infine, nel terzo movimento, i richiami al jazz, a Gershwin, al music-hall, sottolineano una atmosfera ironica e briosa. I solisti hanno suonato con notevole sapienza espressiva, scegliendo da un lato tempi stretti e trascinanti per i numerosi momenti virtuosistici e ritmicamente accesi della composizione, dall’altro acuendo, nelle sezioni più riflessive, gli aspetti cantabili, melanconici, caratteristici del compositore di Parigi, giocando abilmente sulla tastiera con colori morbidi ed eleganti, in questo assecondati dalla direzione attenta di Francesco Lentini, ben consapevole delle variegate dinamiche della partitura. I due pianisti conservano intatta quella capacità di fraseggio che è tipica dei grandi solisti, quell’abilità di dar forma alla melodia in maniera da esprimere al meglio le idee musicali, insomma quegli elementi che li rendono ancora punti di riferimento per i musicisti più giovani. Del resto, è ben noto quanto l’attività didattica di Michele Marvulli continui ad essere stimolante, grazie ad una superiore sapienza nel saper interpretare le frasi musicali, nel saper scavare“espressivamente” all’interno di una partitura, sia pianistica sia cameristica.

Nella seconda parte l’Eurorchestra si è proposta al suo pubblico con un repertorio particolarmente congeniale alla musicalità istintiva ed entusiastica del suo Direttore, Francesco Lentini; sono state eseguite, difatti, le due Suite per orchestra tratte da Carmen di Georges Bizet, brani molto amati dal pubblico, soprattutto perché che sintetizzano abilmente tutta la straordinaria ricchezza tematica di questo capolavoro del melodramma francese. Lentini ha diretto con vigore, puntando sulla vivezza dei coloriti strumentali e sulla luminosità della partitura, affidandosi ai suoi valenti solisti, tra i quali, Michelangelo Lentini, primo violino dell’orchestra, che ha interpretato con notevole partecipazione espressiva il famoso Notturno dell’opera. Tre Danze Ungheresi di Bramhs hanno poi concluso il programma, composizioni anche queste molto note in cui Lentini ha sfruttato, con grazia musicale, la flessibilità ritmica caratteristica di queste partiture vagamente popolari, variandone continuamente gli andamenti dinamici ed agogici. La richiesta del bis è stata prontamente soddisfatta dalla ripetizione della quinta danza, con Marvulli, ancora in scena, pronto a duettare felicemente con l’intera orchestra.

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