Musica a parte tuttavia, a sottolineare l'atmosfera festosa non sono mancate le gags del flautista Francesco Scoditti, l'énfant terrible del complesso, che ha coinvolto anche i colleghi.
Non a caso Lentini – che come sempre ha presentato singolarmente i brani che andava dirigendo – ad un certo momento è caduto in un comprensibile lapsus, parlando di Carnevale anziché di Capodanno.
Poi, ovviamente Strauss padre e figlio, ma con accorta scelta, ed un richiamo mirato al brindisi che ha concluso il concerto. E tuttavia anche in questo caso è riemersa la «sicilianità» del direttore. Dopo aver ceduto per un brano la bacchetta al presidente onorario dell'istituzione Lorenzo De Fronzo, Lentini ha invitato tutto il pubblico a brindare al Nuovo Anno sulle note della Cavalleria Rusticana.
«Viva il vino spumeggiante» quindi, cantato con impegno e bravura da Giulia Calfapietro, Antonello Mannarino e Gianfranco Zuccarino, mentre gli spumanti della Cantina sociale di Ruvo (uno degli sponsor dell'Eurorchestra), riempivano i bicchieri, poi deposti per battere le mani nell'immancabile Marcia di Radetzky.
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