EurOrchestra

7/2/2004 - Gazzetta del Mezzogiorno - PUBBLICO NUMERSO E LARGO DI APPLAUSI. UN VIOLINO TRASCINANTE - MICHELANGELO LENTINI TRA TECNICA E PASSIONE

(r.sp.)

Non capita tutti i giorni di ascoltare un programma nel quale il violino dialoghi con l'orchestra dall'inizio alla fine della serata. E a maggior ragione per questo, l'appuntamento del Concerto d'Inverno dell'Eurorchestra, che appunto impegnava allo Sheraton di Bari il giovane e talentoso violinista Michelangelo Lentini, costituiva un motivo di sicuro interesse per gli appassionati baresi.Pupillo di Uto Ughi, che l'ha voluto con sé nei Filarmonici di Roma e che ne segue attentamente i progressi solistici, Lentini ha infatti allestito un programma quasi da concorso, assemblando una serie di pagine tratte dalla più popolare letteratura virtuosistica per violino, ma al contempo abbastanza raramente eseguite in concerto se non nei bis. Una scelta la sua, confortata da alcuni precedenti «doc», per tutti quello del grande Ruggero Ricci che in più occasioni è rifuggito dal tradizionale repertorio romantico, arrivando anche a registrare interi dischi dedicati a quelle composizioni definite oltre l'Oceano «virtuoso showpieces».

Pezzi da spettacolo, appunto, verrebbe da tradurre alla lettera, poiché non altrimenti potrebbero essere definite due pagine di Pablo De Sarasate come lo Zigeunerweisen (la cosiddetta Zingaresca) e la Carmen Fantasy. Composizioni nelle quali il piccolo violinista di Pamplona seppe riprodurre rispettivamente sia le policrome, trascinanti atmosfere della musica tzigana, sia i temi più noti della Carmen di Bizet, in un condensato di virtuosismo trascendentale. E ancora, pagine alle quali, sia pure per consuetudine... «discografica», non si può fare a meno di accostare la non meno nota Introduzione e rondò capriccioso di Camille Saint Saens.

Non è un caso, quindi, se Lentini abbia unito questi due autori nella seconda parte della serata, quasi a voler creare una sorta di crescendo che il pubblico ha dimostrato di apprezzare particolarmente, sottolineando con numerosi applausi le esecuzioni.

Sciolto nella tecnica, ma non per questo poco attento a esaltare la musicalità delle composizioni prescelte, Michelangelo Lentini ha comunque inteso evitare di allestire un programma che potesse sembrare solo frutto di «ardore giovanile» ( del resto è ancora al di sotto dei 25 anni ) e ha così scelto per la prima parte della serata brani sì violinistici, ma piùimpegnativi sotto il punto di vista della maturità interpretativa. Erano la celeberrima Ciaccona di Vitali, riproposta in una inedita versione per violino e orchestra (com'è noto l'originale prevede l'accompagnamento dell'organo), il Rondò dalla serenata Haffner di Mozart e, quasi a voler preannunciare il cambio di scena del secondo tempo, le paganiniane Variazioni sulla corda di sol sul Mosè di Rossini, pagina a sua volta di raro ascolto e giusto biglietto da visita di ogni virtuoso che si rispetti.

Ai «bravo» e agli applausi del pubblico, che hanno accompagnato le esecuzioni di Lentini fino ai due bis giunti con Bach e Bizet/De Sarasate, ha fatto da cornice l'Eurorchestra che, accortamente diretta da Francesco Lentini, ha ben sostenuto il solista dall'inizio alla fine della serata, in un programma nel quale il ruolo orchestrale era tutt'altro che secondario.

Calendario eventi

<<  Mag 12  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   

Login area riservata



Iscriviti alla newsletter

Rimani aggiornato sulle news di Eurorchestra



Joomla : EurOrchestra