Stavolta la scelta è caduta sulla farsa comica del diciottenne Gioachino Rossini, La cambiale di matrimonio. Lavoro tutto sommato ancora tradizionale come impostazione, ma nel quale appaiono a tratti balenanti e avvincenti gli elementi che avrebbero caratterizzato l'esplosione definitiva del genio dell'autore.
Sin dalla sinfonia, e poi nel gustoso contrasto di caratteri fra i due bassi comici - il «nobile» ed il «caricato» - si colgono i fermenti creativi del giovane compositore che poi nella lunga «aria» di Fanny - la ragazza destinata al matrimonio per lettera - offre occasione all'interprete di sfoggiare luminosi virtuosismi belcantistici.
Scelta del lavoro a parte, va rilevato come l'iniziativa acquisti ulteriori particolari benemerenze in quanto ha costituito una rara, ma sicuramente costruttiva esperienza per i giovani interpreti, tutti cantanti già diplomati o ancora studenti, provenienti dalla classe di canto di Giacomo Colafelice, al Conservatorio «Piccinni». Ed è stato lo stesso Colafelice ad assumere per l'occasione, il ruolo di maestro-preparatore, mettendo a frutto la personale esperienza teatrale. La regia - pur essendo stato il lavoro presentato in forma semi-teatrale, è stata curata da Rosanna Amati, che ha dato un sicuro apporto alla recitazione dei giovani interpreti.
Ovviamente si trattava di qualcosa a metà strada fra il saggio e lo spettacolo vero e proprio, ma il gruppo dei giovani cantanti se l'è cavata benissimo, rivelando una chiara e ben controllata impostazione vocale, con una sincera adesione allo spirito dei rispettivi ruoli, rivissuti con scioltezza e proprietà. In particolare Anna Lacassia, che sostenueva il ruolo di Fanny, ha reso molto bene i passaggi virtuosistici della sua «aria». Accanto a lei espressivi e pur misurati, i due bassi comici Emil Zelev e Giovanni Scarpelli, ed il tenore Giuseppe Maiorano. Più che adeguati per l'impegno sostenuto Valerio Giorgio e Grazia Barile.
Francesco Lentini ha diretto con l'acceso impegno di sempre, ben servito dal suo agguerrito gruppo strumentale (già in questa circostanza all'orchestra Rossini non risparmia scoperti e sfiziosi passaggi solistici, specie per i fiati), al quale si era aggiunta come «basso continuo» per i recitativi Emanuela Aymone al clavicembalo.
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