Poco meno di cinquant'anni fa, Françoise Sagan - oggi ne se ne parla più! - sull'onda del successo del suo primo romanzo Bonjour tristesse (cui seguirono Un certain sourire e Dans un mois, dans un an) scrisse Aimez-vous Brahms. La grinta dell'allora giovane scrittrice si andava affievolendo, ma quest'ultimo titolo restò come modello, non per avvenimenti letterari, bensì musicali. Esplicitamente, l'Eurorchestra di Francesco Lentini l'ha scelto per il suo penultimo concerto, calibrandolo però ad un altro autore, sicuramente non meno emblematico: Mozart.
Aimez-vous Mozart? quindi indicava chiaramente la scelta del programma e difatti nel corso della serata, svoltasi nel gelido salone dello Sheraton, sono state presentate due opere somme del grande Salisburghese: il Concerto per pianoforte e orchestra K 453 e la celeberrima Sinfonia K 550. Il K 453 strutturalmente è forse una delle composizioni mozartiane del genere che meno si possono inquadrare in uno schema scontato. È una pagina che impegna l'interprete in un particolare approfondimento dei significati più che per la scrittura, meno complessa del solito. Angela Montemurro, che è stata la solista, ne ha centrato pienamente questo aspetto, disegnandone con limpidezza di tocco e ammirevole fluidità la crescente brillantezza del primo tempo, l'aerea spaziosità cantante del bellissimo Andante e la sorridente - quasi da opera buffa - ironia che vena l'Allegretto conclusivo. L'accordo con l'orchestra condotta con mano sicura da Francesco Lentini è stato esemplare.
Calorosi applausi ed alla fine replica di una parte del Concerto, un bis che solista e direttore hanno preferito ad un brano solamente pianistico.
Lentini ha poi diretto la K 550, con un piglio decisamente personale. Una serena gravità, in linea generale, caratterizza le ultime sinfonie di Mozart, ma Lentini ha inteso cogliere nell'opera un carattere più acceso, espresso con sonorità intense, tempi decisi, il tutto in un'atmosfera chiaramente più «sofferta». L'immensità della concezione musicale mozartiana, è comunque tale che si presta agevolmente a interpretazioni meno consuete, anzi ne riceve una ampia e feconda conferma. Alla fine sinceri applausi.
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