EurOrchestra

10/06/2005 - Gazzetta del Mezzogiorno - CONCERTI. TRE GENERAZIONI ALL'UNISONO

Il «Family Pianotrio» ha chiuso la stagione dell'Eurorchestra

Insieme Marta Grilletti, Angela Montemurro e Loredana Lentini

Di Nicola Sbisà

Tre generazioni di pianiste - il «Family Pianotrio», appunto, e cioè nonna, mamma e nipote - insieme a siglare la conclusione della stagione 2004-2005 dell'Eurorchestra. Se a questo si aggiunge che sul podio era il genero-marito-padre e primo violino era invece il nipote-figlio, si deve rimarcare, una volta di più, che se in casa si respira «aria di musica» nel verso giusto, i risultati non possono che essere positivi.

Il pubblico che ha affollato il salone dello Sheraton, ha così assistito alla esibizione in blocco di quella che sicuramente è la famiglia più musicale di Bari!

D'altra parte anche in passato Francesco Lentini aveva dato spazio ai propri parenti, ma nella consapevolezza non di attuare scontati favoritismi, quanto invece di proporre persone di indubbie qualità, non meno meritevoli di tanti altri musicisti che la città può vantare. È il caso, in primis, di Marta Grilletti - la «nonna» - pianista che da una vita è stata una significativa quanto profonda presenza nel mondo della didattica pianistica non solo barese, ma che ha sempre dimostrato sul campo una valentia concertistica sfoggiata ogni qual volta ne aveva l'occasione.

In più di mezzo secolo di frequentazione dei concerti, abbiamo avuto modo sempre di apprezzarne il fervido impegno interpretativo e la tecnica brillante e sicura. L'uno e l'altro aspetto di una personalità musicale di indubbio valore, apparsi, oggi come un tempo, di vivido spessore affatto intaccati dall'inesorabile trascorrere degli anni. Se ne è avuta una prova evidente, e per certi versi entusiasmante, nella esecuzione delle celebri Variazioni sinfoniche di Franck (opera, fra l'altro, da tempo assente dalle sale concertistiche baresi), che Marta Grilletti ha suonato con chiarezza poetica seducente e sincero fervore, in esemplare simbiosi con l'orchestra come sempre guidata con sicurezza e slancio dal «genero» Franco Lentini.

La serata si era aperta, con l'esecuzione del Concerto K 488 di Mozart, una delle opere di maggiore spicco nella serie di composizioni del genere del grande salisburghese. Al piano in questo caso, Angela Montemurro - la «figlia» - che ha puntato verso un'interpretazione ricca di vitalità interiore, con momenti di vigoroso impatto ed una espressiva pienezza sonora, senza leziosità ed invece - nell'Adagio in particolare - con una decisa quanto insinuante cantabilità. Ed infine la «nipote», Loredana Lentini, molto giovane e, in un certo senso al suo esordio. Insieme a madre e nonna, ha brillantemente sostenuto il suo impegno nel Concerto BWV 1064 per tre pianoforti e orchestra di J. S. Bach, dimostrando una impeccabile preparazione e qualitàmolto interessanti. L'intreccio degli interventi strumentali solistici è stato reso con una mirabile omogeneità, ma nella «cadenza», Loredana Lentini ha avuto modo di brillare autonomamente, facendo apprezzare una tecnica sicura ed efficace ed una lucida identità di vedute con le sue compagne.

Dopo ogni esecuzione, il pubblico avrebbe voluto dei bis, ma le richieste sono state soddisfatte soltanto alla fine, con una simpatica trovata: le tre pianiste e l'orchestra hanno infatti presentato una elaborazione che Angela Montemurro ha fatto per tre pianoforti e orchestra del celeberrimo Libertango di Piazzolla. Un arrivederci alla prossima stagione che, come ha detto Francesco Lentini, avrà inizio in autunno auspicabilmente confortata da un sostegno entusiasta del pubblico, come è avvenuto quest'anno.

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