EurOrchestra

15/12/2005 - Gazzetta del Mezzogiorno - LA MUSICA VISSUTA DALLE DONNE

Di Nicola Sbisà

L'universo femminile, con le sue più varie connotazioni affascina da sempre Maria Grazia Pani, soprano ben noto, ma anche colta e capace ideatrice di testi teatrali. Ed un suo lavoro «Donne della finzione, donne della realtà», già presentato sia pure con altra struttura a suo tempo, è stato riproposto nella stagione dell'Eurorchestra di Francesco Lentini.

La manifestazione, ha sostituito l'annunciato concerto in cui avrebbe dovuto esibirsi il violinista Felix Ayo, concerto rinviato per una sopravvenuta indisposizione del maestro. E tuttavia la sostituzione non va considerata affatto un ripiego, in quanto il numeroso pubblico convenuto nel salone dello Sheraton, ha potuto gustare alcune fra le «arie» più emblematiche del repertorio operistico insieme ad alcuni «lieder», tutti legati appunto a particolari situazioni esistenziali che vedono al loro centro la figura femminile. Un colorito quanto vario mosaico di brani, legato da un testo narrativo con ampie citazioni di personaggi storici (le donne della realtà) dalla poetessa Saffo a Beatrice Cenci, a madame de Stael, George Sand, da Clara Schumann a Mathilde Wesendonk? tanto per citarne solo alcuni? tutti comunque legati al mondo dell'arte, dalla poesia alla letteratura, alla musica. Di contro appunto le «arie» tratte da Così fan tutte di Mozart, Bajazet di Vivaldi, dal Rinaldo di Haendel fino all'Amelia verdiana, a Butterfly, a Tosca. Testo avvincente quello compilato dalla Pani, affidato alla sensibile quanto coinvolgente recitazione di Giusi Frallonardo, in un contesto che non rinunciava a tratti ad una «teatralità» fatta di spunti e piccole, ma significative suggestioni. Maria Grazia Pani, assumendo di volta in volta i ruoli operistici ha offerto un'ulteriore conferma della sua duttilità interpretativa, passando agevolmente da un'eroina all'altra, con una voce sempre espressiva e coinvolgente. L'occasione è stata propizia perché la Pani, fra l'altro apprezzata docente di canto al Conservatorio «Nino Rota» di Monopoli, presentasse una sua allieva, la giovane Damiana Mizzi (già apprezzata in estate nell'allestimento che proprio a Monopoli è stato presentato della mozartiana Così fan tutte). Voce fresca e notevole temperamento, la Mizzi ha riproposto l'aria Una donna a quindici anni e Sposa son disprezzata da Bajazet. A rendere ancora più ampia la sfera di tessere del mosaico, la presenza al pianoforte di Elisabetta Pani, che non solo ha collaborato con l'Eurorchestra ed ha accompagnato i lieder, ma in «a solo» ha eseguito il celeberrimo Preludio in mi bem. magg. - La goccia d'acqua di Chopin ed un interessante Preludio di Angela Montemurro, rivelatosi pagina di solida quanto poetica struttura. Un repertorio molto vario come si vede, che ha visto una volta di più gli strumentisti del complesso superare brillantemente la prova.

Francesco Lentini una volta di più sul podio della sua orchestra, ha realizzato con l'impegno fervido che gli è naturale, l'ideale supporto per le voci, ottenendo inoltre suggestivi risultati nei brani strumentali inclusi in programma: la sinfonia dalla cantata Non so che sia dolore di Bach e nell'intermezzo da Manon Lescaut di Puccini. Festeggiatissimi dal pubblico tutti gli interpreti e con loro anche Angela Montemurro. A gran richiesta un bis, con l'aria Io son l'umile ancella da Adriana Lecouvreur.

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