Questa volta, a differenza di quanto accadde l'anno scorso, Francesco Lentini con la sua Eurorchestra, ha inteso sottolineare, con il tradizionale concerto di Capodanno, svoltosi una volta ancora allo Sheraton, la annunciata intenzione dell'istituzione di ricordare ampiamente l'anniversario mozartiano. Nella prima parte della serata infatti, avvalendosi delle voci ben note ed apprezzate del soprano Marilena Gaudio e del mezzosoprano Giulia Calfapietro, Lentini ha dato spazio a preziose pagine vocali di Mozart, dopo aver proposto in apertura il primo tempo della celeberrima Eine kleine Nachtmusik.
La Gaudio ha virtualmente vestito i panni di donna Anna dal Don Giovanni con una accorata esecuzione di Or sai chi l'onore, mentre la Calfapietro quelli di Cherubino per proporre, dalle Nozze di Figaro, la notissima Voi che sapete e Non so più cosa son, cosa faccio; a sua volta poi la Gaudio ha cantato Dove sono i bei momenti ed infine, insieme le due cantanti hanno eseguito Che soave zeffiretto. Impegno retto con dovizioso sfoggio di bravura vocale e compiuto senso stilistico al quale ha fatto seguito uno sfoggio di grande duttilità artistica. Infatti, nella seconda parte della serata, con una coinvolgente carica ironica le due cantanti hanno proposto una pagina, peraltro non nuova per il pubblico barese, del grande Rossini, quel Duetto dei due gatti che ha avuto una imprevedibile conclusione, adottata a sottolineare lo spirito di divertimento che la pervade: l'orchestra infatti ha vigorosamente «abbaiato», mettendo in fuga le... micine! Che avevano in precedenza anche cantato in duo la Barcarola dai Racconti di Hoffmann di Offenbach. Il resto del programma contemplava brani di colorito effetto dalle variazioni «nello stile di...» sul noto tempo di Heidrich Happy birthday to you, il «pizzicato» di Delibes, un «valzer» di Gruenfeld, e - ovviamente - alcune ben note pagine di J. Strauss, con l'immancabile Marcia di Radetzky, alla quale il folto pubblico ha dato il suo caloroso apporto di battimani. Lentini, come sempre pieno di slancio, ha guidato i suoi strumentisti con mano sicura, ottenendo brillanti risultati: in momenti di più intensa partecipazione quali quelli imposti dalle pagine mozartiane come nei momenti più spumeggianti la resa è stata trascinante. Molti dei brani presentati erano stati adattati all'organico strumentale, con compiuta padronanza da Angela Montemurro.
In quello che è ormai un appuntamento tradizionale, Lentini e non da ora ha innestato un'ulteriore tradizione, quella cioè di chiamare sul podio un personaggio «vicino» all'Eurorchestra, cedendogli la bacchetta. Stavolta è toccato al collega Gustavo Delgado - in sala anche in veste di presentatore della serata - che ha «diretto» la Marcia persiana di Strauss: se l'è cavata bene, fra l'altro da sempre notoriamente appassionato di marce militari (ha una vastissima collezione di dischi del genere) non ha fatto fatica da dare all'orchestra il tempo giusto. Alla fine bis con il Duetto dei gatti.
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