EurOrchestra

25/02/2006 - Gazzetta del Mezzogiorno - FRA L'INVERNO DEL NORD E LE STAGIONI DI PIAZZOLLA

Danze di Marena in prima esecuzione

Di Nicola Sbisà

Poter disporre di un pubblico affezionato e numeroso che ne segua costantemente gli appuntamenti è da sempre uno dei punti di forza dell'Eurorchestra da camera di Bari e anche in occasione del consueto Concerto di Carnevale, malgrado la non indifferente concomitanza con la stagione lirica al Piccinni (e con quella non meno temibile della partita della Juventus?) l'ensemble diretto da Francesco Lentini è riuscito a riempire oltre ogni aspettativa il salone dello Sheraton.

Fedele al principio di valorizzare giovani talenti o comunque risorse della scena musicale barese, in questa occasione Lentini ha pensato di impegnare ben tre docenti del nostro Conservatorio a cominciare dal genovese Andrea Marena, che dell'Istituto è apprezzato docente di composizione: alle sue Sei danze d'inverno, proposte tra l'altro in prima assoluta, il compito di aprire la serata. Si tratta di sei brevi quadri dal sapore vagamente nordico, nei quali la conoscenza approfondita del Novecento? e di quello italiano in particolare ? si coniuga con la buona capacità dell'autore di tenere in equilibrio l'idea della modernità con un linguaggio che non rifiuta la tradizione e che, per molti versi, fa della comunicativa, dell'espressività, una delle proprie prerogative. Al sassofonista Pierpaolo Iacopini, invece, l'onere di interpretare il Concerto op. 109 di Glazunov, tra le non proprio numerose pagine per sassofono e orchestra della letteratura accademica. Costruito in un tempo unico eseguito senza soluzione di continuità, anziché nella tradizionale forma tripartita, questo Concerto sembra seguire la stessa idea che ispirò l'autore nella stesura del più noto Concerto per violino, ovvero una sorta di rapsodia costruita su una lunga serie di variazioni che discendono da una melodia principale. Ben assecondato dalla direzione attenta di Lentini, Iacopini si è dimostrato interprete virtuoso, ma al contempo attento a cogliere l'unità di un'opera non sempre facile, nella quale è costantemente presente l'insidia di un tedioso tecnicismo. Cambio di atmosfera deciso, invece, nella seconda parte della serata con Rosario Mastroserio, un pianista il cui nome è ormai sinonimo di tango? E ancor più di Piazzolla? A dispetto di una versatilità e di un repertorio meritevoli di ben più ampia considerazione.

Per l'occasione, Mastroserio ha eseguito con la maestria che gli è propria la versione «sinfonica» di quelle Quattro Stagioni nelle quali Piazzolla seppe fondere con rara genialità tanto i fremiti passionali e il nerbo ritmico della musica popolare porteña, quanto il proprio amore per le fughe e i contrappunti mutuati dalla grande lezione bachiana. Poi, prendendo tutto per sé un breve spazio per pianoforte solo, si è lanciato in una fantasia personale sul tema del gershwiniano Summertime, continuando a tenere alto l'entusiasmo del pubblico. Inevitabili, manco a dirsi, due bis piazzolliani con l'immancabile Libertango e con la replica dell'Inverno dalle Stagioni, a degno coronamento del successo di una serata che, come di consueto, ha visto la musica alternarsi alle letture di Peppino Aceto, presenza ormai più che familiare delle stagioni dell'Eurorchestra.

Calendario eventi

<<  Mag 12  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   

Login area riservata



Iscriviti alla newsletter

Rimani aggiornato sulle news di Eurorchestra



Joomla : EurOrchestra