EurOrchestra

24/03/2006 - Gazzetta del Mezzogiorno - UNA PRIMAVERA DI "SEMPREVERDI"

Allo Sheraton i Bari l'ensemble diretto da Francesco Lentini

La promessa di Enzo De Caro: canterò Troisi con l'Eurorchestra

Di Nicola Sbisà

L'ormai tradizionale «Concerto di primavera» dell'Eurorchestra avrebbe dovuto presentare a Bari canzoni scritte da Massimo Troisi ed Enzo De Caro. La serata intitolata Ciao, Massimo è stata però rinviata per ragioni tecniche (probabilmente inaugurerà la stagione prossima), ma De Caro è venuto ugualmente, per «scusarsi» di persona col pubblico barese convenuto alla Sheraton. E la sua presenza ha conferito al concerto un aspetto ulteriore di piacevolezza ed interesse.

Quale maniera migliore per festeggiare la primavera (anche se meteorologicamente sembra ancora lontana) che proporre una serie di evergreens? Angela Montemurro che per l'occasione sedeva al pianoforte ha trascritto una lunga serie di successi internazionali che sono stati di volta in volta affidati alle voci esperte e coinvolgenti di Paola Arnesano e Michele Bavaro (evergreen anche lui!) ed all'una volta di più eccezionale sax di Bruno Tassone.

Francesco Lentini, con la disinvolta sicurezza e la ben nota duttilità direttoriale, ha guidato il suo complesso in un repertorio appunto un po' fuori dall'ordinario, riaccendendo negli spettatori più anziani i ricordi di quando le «belle» canzoni venivano proposte da grandi orchestre ritmo-sinfoniche (leggasi, tanto per fare due nomi, quelle di Alberto Semprini o Nello Segurini, anch'essi fior di musicisti di estrazione accademica). E così sull'onda di Feelings o The man I love, di Tu sì 'na cosa grande o Summertime il pubblico ha trascorso una serata più che piacevole. Vere ovazioni per Tassone dopo Years of solitude di Piazzolla. Ma un rilievo apprezzato hanno anche ottenuto alcuni strumentisi del complesso, dal violinista Michelangelo Lentini, all'oboista Lucio Summo, alla tromba Antonio Cicerone. Nell'intervallo che la verve che gli è propria Enzo De Caro ha intrattenuto il pubblico, recitando, fra l'altro, la versione napoletana fatta da Troisi di una poesia brasiliana. «Troisi è stato un poeta - ha detto l'attore - perché la poesia è un modo di vivere».

Alla fine poi, dopo che l'orchestra aveva eseguito fuori programma Oblivion di Piazzolla e Nel blu dipinto di blu (con partecipazione corale del pubblico), De Caro ha dato vita ad una scatenata esecuzione della Ballata del povero Cristo. Era quasi mezzanotte, ma il pubblico sarebbe rimasto ancora! L'appuntamento con De Caro e le canzoni scritte insieme all'indimenticato Troisi è perciò alla prossima stagione.

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