EurOrchestra

02/06/2006 - MUSICA. FERRARI E MONTEMURRO AL "PIANOFESTIVAL"

Il cammino iniziatico due tappe per Mozart

Di Ugo Sbisà

Proseguendo nel suo ciclo di celebrazioni mozartiane, il «Pianofestival di San Nicola» dell'Eurorchestra di Francesco Lentini ha offerto al pubblico barese l'occasione di accostarsi a due Concerti per pianoforte e orchestra tra i meno «battuti» di quelli del Genio salisburghese. Occasione resa peraltro interessante dalla possibilità di ascoltarli nelle interpretazioni di due docenti del Conservatorio barese noti e apprezzati quali Walfrido Ferrari e Angela Montemurro. Scelte particolari, come si diceva, che sono cadute per il primo sul Concerto n. 19 in fa maggiore K 459, cosiddetto «dell'incoronazione» e per la seconda sul Concerto n. 27 in si bemolle maggiore K 595.

Sette anni dividono le date di composizione di questi due Concerti, apparentemente distanti tra loro anche per le atmosfere estremamente diverse che li caratterizzano, eppure, a ben vedere, non sarebbe sbagliato guardare ad essi come le tappe ben precise di un cammino iniziatico. Gaio e leggiadro, il K 459 ? terminato nel 1784, ma eseguito nel 1790 in occasione dell'incoronazione di Leopoldo II ? coincide con l'ingresso di Mozart nella Massoneria e per molti versi segna l'inizio di un cammino iniziatico che trova il suo ideale coronamento proprio nel K 595, ultimo dei Concerti per pianoforte, composto da Mozart nel 1791, appena undici mesi prima di morire. Tanto il primo è brillante e vivace, quanto il secondo offre la testimonianza del percorso interiore svolto dal compositore e del suo approdo a una serenità rassegnata che ci appare quasi come un primo testamento spirituale, in attesa di quello definitivo contenuto nel Requiem. Contrapposizioni solo apparenti, quindi, anche se caratterizzate da atmosfere estremamente diverse che i due solisti hanno saputo cogliere con non comune sensibilità, dimostrando un acume interpretativo che è certo la più logica conseguenza di un ormai consolidato magistero didattico. Lucido e brillante nella sua idea interpretativa Ferrari, profondamente introspettiva e sempre pronta a cogliere la solennità religiosa dell'opera si pensi al Larghetto la Montemurro, che per una curiosa coincidenza suonava allo Sheraton mentre il suo allievo più noto, Alessio Bax, si esibiva alla Vallisa.

Applausi meritatissimi per entrambi e bis: Gershwin e Granados per Ferrari, poi tornato a esibirsi con la Montemurro nella trascrizione per pianoforte a quattro mani di una danza di Nino Rota. Sensibile e attenta, come sempre, la direzione di Francesco Lentini, che ha condotto con la nota esperienza l'agile Eurorchestra, facendosi apprezzare anche in una Sinfonia di Christian Bach.

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