EurOrchestra

09/06/2006 - CLASSICA. STREPITOSO CONCERTO CONCLUDE LA STAGIONE DELL'EURORCHESTRA

Alessio Bax ritorno al Mozart

Una ovazione ha salutato l'esibizione del giovane pianista barese

Ha diretto il M° Lentini

Di Nicola Sbisà

Una conclusione di stagione esaltante per l'Eurorchestra, nel nome di Mozart. Motivo di indubbia attrazione, la presenza in veste di solista di Alessio Bax.

Mai coinvolto finora in stagioni «ufficiali» nella sua città, il giovane pianista barese assurto all'estero a meritata fama, si è esibito nel giro di pochi giorni per ben due volte. Dopo l'indimenticata esecuzione dell'op. 106 di Beethoven per il «Pianoforum» in Vallisa, stavolta ha proposto il Concerto K 467 con l'orchestra diretta da Francesco Lentini. D'altra parte, a ben guardare, Bax non poteva non suonare anche con l'Eurorchestra e questo per ragioni, che potremmo definire affettive. La sua «formazione» pianistica di base infatti è legata agli studi condotti sotto la guida di Angela Montemurro Lentini, della cui scuola egli è indubbiamente a tutt'oggi il «prodotto» più straordinario. La scelta del concerto, inoltre, si ricollega ad un'ormai lontana esibizione del pianista allora tredicenne proprio a Bari, ai tempi della sua frequentazione del locale Conservatorio: un ponte ideale fra passato promettente e presente prestigioso. In più, aggiungeremo, impegnandosi con Mozart, Bax ha dato una luminosa dimostrazione dell'ampiezza della propria maturità interpretativa, già incisivamente imposta con l'op.106 di Beethoven. Al Concerto K 467, Bax si accosta d'istinto e lo rivive in una visione tanto semplice quanto luminosa, privilegiandone con sincero trasporto la ricca cantabilità che a tratti si ammanta di magico mistero.

Tenerezza, poesia rispecchiate in sonorità di straordinaria limpidezza, con adamantina vivezza nei tempi veloci e sognanti quasi malinconici morbidezze nel celebre «Andante». Una visione personale indubbiamente, ma perfettamente inquadrata in un'analisi stilistica meditata e felice. In impeccabile sintonia con la linea interpretativa del solista, la direzione di Francesco Lentini, che opportunamente ha inteso accostare al Concerto la celebre Sinfonia Jupiter, nel cui «Andante» è facile cogliere lievi e pur significative analogie tematiche con quello del Concerto. Nella Sinfonia, Lentini ha inteso privilegiare la solarità abbagliante della partitura, dirigendo con deciso trasporto e ottimamente servito dalla sua compagine strumentale (una volta ancora «gestita» dall'ispettore per antonomasia Pierino Santoro). Dopo l'esecuzione del Concerto, come prevedibile, il pubblico ha richiesto a Bax alcuni bis, e l'ultimo l'ha ottenuto dopo una calorosa «standing ovation»; sicuramente commosso per un'accoglienza così calorosa, Bax ha eseguito due Preludi di Rachmaninov e quella cantante pagine di Gluck, trascritta da Sgambati, qual è la Danza degli spiriti beati. Al termine del concerto Lentini ha rivolto un cordiale saluto al «suo» pubblico, dando appuntamento alla prossima stagione.

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