Nel dicembre del 1954, Alirio Diaz all'epoca personaggio emergente nel mondo del chitarrismo internazionale - ancora dominato dalla gigantesca personalità di Andrés Segovia - venne per la prima volta a Bari.
Suonò nella sala del Circolo Unione per la Camerata, alla quale era stato segnalato proprio da Segovia.
Fu una rivelazione; da allora il maestro venezuelano, oggi 83enne, è tornato moltissime volte nella nostra città, instaurando un rapporto col pubblico di stima reciproca che in qualche caso ha anche assunto la consistenza di una sincera amicizia.
Anche in considerazione di questo legame mantenutosi vivo nel corso del tempo, l'Eurorchestra di Fr ancesco Lentini, ha inteso avviare la sua settima stagione, con un «incontro» col Maestro,al quale per l'occasione è stato conferito il Premio «Note nell'Olimpo», riconoscimento del quale si sono resi promotori Nicola e Patrizia Mossa (nelle precedenti edizioni il premio è andato a Felix Ayo e Alfonso Ghedin).
Il conferimento del premio è avvenuto nell'intervallo del concerto inaugurale, dell'Eurorchestra (svoltosi nel salone dello Sheraton, per l'occasione affollato più che mai).
Il programma della serata era tutto «spagnolo» e proponeva due dei più noti brani di Joaquin Rodrigo, che per tutta una carriera sono stati veri «cavalli di battaglia» nel repertorio di Alirio Diaz:il Concierto de Aranjuez e la Fantasia para un gentilhombre.
Solista nelle due opere il figlio di Diaz, Senio Alirio Diaz. Chitarrista dotato e dal punto di vista del temperamento e da quello della tecnica strumentale, Senio Alirio Diaz non è - è stato subito chiaro - il «clone» del padre (che resta comunque «unico» nel ricordo di chi lo ha ascoltato tante volte), ma tende, comprensibilmente, ad affermarsi in piena autonomia, per i propri meriti personali.
Le sue esecuzioni - sostenute dal supporto dell'orchestrache Francesco Lentini ha guidato con slancio «mediterraneo» - sono apparse sicure, limpide (l'amplificazione della chitarra era ben realizzata),improntate ad una visione meditata e compiutamente espressa dei contenuti poetici delle due pagine peraltro ben distanti fra loro per spirito:più spiccatamente popolare il Concerto, più elegantemente venata di grazia settecentesca la Fantasia . Esito positivo e molto applaudito dal pubblico.
Tuttavia la presenza di Alirio Diaz alla serata non poteva limitarsi alla consegna del premio, per cui richiesto a gran voce, Alirio ha imbracciato la chitarra, ed in duo col figlio ha riproposto dapprima la «sua» visione del celeberrimo «adagio» dal Concierto de Aranjuez,poi sempre in duo una serie di danze popolari venezuelane da lui raccolte e trascritte. Entusiasmo alle stelle!La serata si è conclusa con la esecuzione della Danza rituale del fuoco di De Falla, arricchita dalla prestazione coreutica di due giovani danzatrici formatesi alla scuola Giselle di Patrizia Pellegrino a Palo del Colle.
Al conferimento del premio a Diaz,hanno presenziato gli assessori comunali Pasquale Martino (che ha letto la motivazione) e Cinzia Capano.
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