Ci sono tanti modi per celebrare un musicista, se poi questi è Mozart, il panorama si amplia ancora di più. Il ben noto film Amadeus rivelò, magari con qualche forzatura, ad un pubblico quanto mai vasto un aspetto poco noto del compositore:quello di un uomo nel quale alla insuperata genialità si contrapponeva un insieme di atteggiamenti puerili, giocherelloni con sconfinamenti addirittura nel lascivo. Una coesistenza ai limiti dell’incredibile per chi, considerando solo la musica, aveva un’idea totalmente “apollinea” del personaggio. Ed a questo Mozart, basandosi sulle lettereed altre meno popolari documentazioni, si è ispirato Lino Terra, compilando una cogente “lettura teatrale”, un testo affidato ad un ipotetico conoscente del musicista che ne narra momenti esistenziali salientie inaspettati.
Una maniera meno usuale, ma sicuramente coinvolgente, per ricordare Mozart nel giorno in cui si spense, e che l’Eurorchestra ha inteso opportunamente proporre al suo pubblico, convenuto numeroso come sempre, nel salone dello Sheraton.
Il testo affidato alla voce espressiva e capace di passare dai toni concitati a quelli più melliflui ed ironici, di Luca Violini si intrecciava con un’accorta antologia di musiche presentate con accorata esperienza dall’orchestra diretta, come sempre con sciolta padronanza, da Francesco Lentini con il rilevante apporto pianistico di Angela Montemurro e del coro diretto da Palmo di Venere (complesso apparso efficiente e ben preparato, e che forse avrebbe meritato di essere più impegnato).
Molti si sono così riaccostati a Mozart insuperato creatore,ma anche fragile uomo di ogni giorno, che si rifugiava in giochi di parole non meno che in fantasie turbinosamente sconce; un’esistenza la sua nella quale soddisfazioni ed amarezze, successi e miserie quotidiane si intrecciavano senza intaccare la vena del musicista.
Per molti spettatori quindi è stata quasi una rivelazione, resa ancor più incisiva dalla bontà della realizzazione alla cui regìa ha provveduto Luca Violini. Fra i brani ascoltati la celeberrima Eine kleine Nachtmusik, stralci di sinfonie, brani pianistici, (la Fantasia K394 e l’Adagio dal Concerto K466, fra gli altri) ed anche due sommi brani vocali quali Ave Verum e la Lachrymosa dal “Requiem”. Un panorama musicale perciò fascinoso di per sé e che intrecciato col testo acquisiva ulteriore presa.
Giustamente Lentini, non ha inteso accontentare quanti chiedevano un bis per non infrangere un’atmosfera salutata comunque da un calorosissimo successo.
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